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Tito

Tito Tito Originariamente l’abitato sorgeva su un’altura prospiciente l’attuale zona industriale di Tito Scalo. Il sito, denominato Tito Vecchio, era abitato all’epoca della 2^ guerra punica (III-II sec. a.C.), durante la quale il console romano Tito Sempronio Gracco (da cui la probabile origine del nome) fu lungamente nella zona, prima di essere tradito da Flavio Lucano, alleatosi con i cartaginesi di Annibale e del suo luogotenente Magone, nella battaglia dei vicini Campi Veteres, secondo la testimonianza dello storico Tito Livio. Distrutto il vecchio abitato, i titesi si spostarono su uno sperone che domina la valle chiusa ad anfiteatro intorno alla fiumara di Tito. Il nuovo abitato s’increment˛ in modo considerevole dopo la distruzione dell’antica Satriano (1420-1430), accogliendo parte degli abitanti scampati. I titesi furono protagonisti durante i moti repubblicani del 1799, con notevole tributo di sangue. Eroina della sommossa fu Francesca Cafarelli De Carolis che pag˛ con la vita dell’intera famiglia l’attaccamento agli ideali di libertÓ della Repubblica Partenopea. Il 27 maggio 1799, con gli altri rivoltosi, veniva giustiziata nella piazza del Seggio da una banda di sanfedisti al servizio del Cardinale Ruffo. Parte attiva ebbero durante la cacciata dei Borboni (1860) e l’adesione della Basilicata al Regno d’Italia. La piazza del Seggio presenta una fontana monumentale in pietra del XVIII sec. Sovrasta la piazza il palazzo comunale con un bellissimo arco durazzesco del XV sec. Nella parte alta dell’abitato vi Ŕ il Convento francescano (1514) che conserva notevoli opere d’arte. L’annessa chiesa di S. Antonio da Padova presenta un ciclo pittorico di Girolamo Stabile e l’altare maggiore formato da pannelli scolpiti (1^ metÓ del XVI sec.), tele di G. Di Gregorio (Pietrafesa) e di Antonio Stabile (XVII sec.). Il chiostro del convento fu affrescato dal Pietrafesa (1606) con le storie di S. Antonio. Poco fuori dall’abitato (Loc. Acqua Bianca) vi sono sorgenti di acque sulfuree. E’ uno dei principali centri lucani in cui si parla il dialetto galloitalico (G. Rohlfs).

FONTE: AptBasilicata

 

Mappa di Tito

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